UN’ORA VALE DUE

UN’ORA VALE DUE
IL SISMA CHE HA DEVASTATO VASTE AREE DELL’EMILIA-ROMAGNA COLPENDO ANCHE DIVERSI COMUNI DELLA LOMBARDIA E DEL VENETO, HA MESSO IN GRAVE DIFFICOLTÀ POPOLAZIONI E IMPRESE.
L’ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE ED I SINDACATI DEI LAVORATORI HANNO SOTTOSCRITTO UN ACCORDO DOVE SI INVITANO I LAVORATORI A DESTINARE, SU BASE VOLONTARIA, ALMENO UN’ORA DI STIPENDIO.

LE COOPERATIVE RADDOPPIERANNO LA CIFRA CON UNA DONAZIONE EQUIVALENTE.
I CONTRIBUTI VERRANNO RACCOLTI IN UN APPOSITO C/C BANCARIO APERTO PRESSO UNIPOL BANCA
IBAN IT96O0312702403000000006141.

INTESTATO A
AGCI, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP,
CGIL, CISL, UIL
FONDO COOPERATIVO TERREMOTO EMILIA

I FONDI VERRANNO DESTINATI ALLA POPOLAZIONE, AI LAVORATORI E ALLE IMPRESE COOPERATIVE DANNEGGIATE DAL TERREMOTO.
GLI IMPIEGHI VERRANNO RESI NOTI ATTRAVERSO UNA RENDICONTAZIONE PERIODICA PUBBLICA.

Documenti collegati:

1)_ NAZIONALE ACCORDO TERREMOTO 8 GIUGNO 2012

2) NAZIONALE DELEGA

3)_ NAZIONALE Locandina unitaria

4)_ NAZIONALE Istruzioni per la Cooperativa

5)_ NAZIONALE Locandina LEGACOOP

Rapporto sul mercato del lavoro 2010-2011

Il Consiglio nazionale economia e lavoro, CNEL, ha pubblicato nel luglio scorso un interessante rapporto sul mondo del lavoro in Italia.

All’interno del rapporto vi segnalo due parti interessanti, il capitolo 3.1 con l’approfondimento su Impresa sociale e occupazione dove si dimostra con puntuale analisi i risvolti positivi che riesce a dare la cooperazione sociale e l’impresa sociale per la tenuta dell’occupazione, sopratutto giovanile e femminile, abbinata al ruolo ormai essenziale nella nostra società di fornitore di servizi essenziali che il settore pubblico (sanitario e sociale) non riesce più ad assicurare per tanti cittadini.

L’altro capitolo interessante del lavoro presentato da E. Patriarca, è il capitolo 5 sull’andamento del ricorso agli ammortizzatori sociali in questi anni di forte crisi occupazionale. In questa parte del rapporto si trovano stimoli sul come ammodernare un impianto normativo (ormai datato 1993) che comunque vede, fatta salva la Cig in deroga, la possibilità di utilizzo degli strumenti classici di Cig e mobilità rivolti solo ai settori una volta preminenti della nostra economia (industria manifatturiera in primis).

E’ in atto un lavoro di confronto tra le forze sindacali e datoriali su come ampliare ad altri settori economici queste tutele ma occorre che il Governo faccia la propria parte in termini di risorse e di approvazione di riforme condivise e non solo annunciate.

Per scaricare il rapporto clicca su:

http://www.cnel.it/53?shadow_documenti=18518

Manovra – Alleanza Cooperative, il governo vuole colpire l’unica forma di impresa solidaristica

Roma, 30 agosto 2011 – «La lezione della crisi ha fatto capire in tutto il mondo che le cooperative sono un modello d’impresa da valorizzare. Sorprendentemente nel vertice di maggioranza di Arcore si è proposto un intervento che colpirebbe l’unica forma di impresa solidaristica». È il commento di Luigi Marino, presidente di Confcooperative e portavoce dell’Alleanza delle Cooperative Italiane a nome di Rosario Altieri, presidente Agci e Giuliano Poletti, presidente Legacoop sul possibile provvedimento fiscale a carico delle cooperative.
«Nella fase di crisi, infatti le cooperative hanno privilegiato l’occupazione, che hanno continuato a incrementare, sacrificando la redditività dell’impresa. Le cooperative – si legge nella nota – continuano ad essere in prima linea, tra l’altro, nell’assicurare i servizi di welfare e alla persona, nonostante gli annosi ritardi di pagamento della PA. Ritardi che si acuiranno in seguito ai tagli disposti per gli enti locali».
«Ci pare di capire che alla base degli orientamenti del vertice di maggioranza continuano a esserci dati vecchi e informazioni di parte alimentati da concorrenti. Circolano tabelle non corrette e sovrastimate e per di più risalenti agli anni precrisi, dunque alla preistoria.
L’Alleanza delle Cooperative Italiane ribadisce che gli anni 2009, 2010 e 2011 segnano un fortissimo ridimensionamento della redditività delle cooperative. E quindi una caduta verticale del gettito per lo Stato.
L’Alleanza delle Cooperative Italiane ribadisce che circolano numeri di fantasia quando si parla di miliardi o di centinaia di milioni di possibile gettito, definendo lo stesso in poche decine di milioni per lo Stato. Non si può immaginare che si decida se non sulla realtà delle cose. Si tratterebbe di un intervento fiscale che significherebbe poco per la manovra da 45 miliardi, ma significa tanto per le cooperative per le quali avrebbe effetti gravissimi: ne bloccherebbe la capitalizzazione come ha anche ricordato oggi Bankitalia in merito alle cooperative di credito.
Per dare un’idea realistica della situazione delle cooperative è bene sapere che delle 83.000 imprese cooperative il 72% sono microimprese e che il 75% di esse è sotto la soglia minima di capitali prevista per le Srl, cioè è sotto i 10.000 euro di capitale. Il regime fiscale vigente non è un’agevolazione, ma un sistema che permette a queste imprese di concorrere all’economia del Paese.
Un distorto intervento sulle cooperative confliggerebbe con l’art. 45 della Costituzione e con lo stesso ordinamento previsto dal codice civile varato dal precedente governo Berlusconi.

«È bene ricordare se la misura fiscale venisse approvata colpirebbe imprese dove i soci rinunciano per sempre a beneficiare individualmente della ricchezza prodotta dalla loro attività, destinando quelle risorse allo sviluppo dell’impresa, con vantaggi per tutta la comunità e il territorio, in termini di creazione di occupazione e di ricchezza».
«Dopo il vertice di Arcore – conclude la nota – speriamo che il governo in pieno spirito di responsabilità e di saggezza trovi la capacità e il coraggio di rivedere l’orientamento che avrebbe gravi conseguenze sulle cooperative, sull’economia del Paese e che colpirebbe proprio le imprese più deboli».

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